Sfratto alla Casa Raphael di Albaro: l’appello del Sunia a Silvia Salis: «Si rischia di colpire persone fragili e invisibili. La Sindaca apra subito un tavolo di confronto»

Presidio di solidarietà contro l’avviso di sfratto consegnato alla struttura di accoglienza. Il segretario Manganaro: «Al momento non ci sono soluzioni concrete all’orizzonte, eppure parliamo di una realtà alla quale anche le istituzioni, in particolare i servizi sociali e le forze dell’ordine, si sono rivolti più volte per collocare situazioni particolarmente complesse»

Mattinata di tensione e solidarietà oggi ad Albaro, dove una delegazione di manifestanti ha accolto l’ufficiale giudiziario incaricato di notificare l’avviso di sfratto alla Casa Raphael, storica struttura di accoglienza per persone in condizioni di estrema fragilità sociale.

Il presidio, promosso dal Sunia Genova e dal collettivo GenovaSolidale, ha voluto denunciare pubblicamente la gravità della situazione e richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale sulla necessità urgente di trovare una soluzione che non lasci indietro i più deboli.
Un avviso che pesa sul futuro dei più fragili
L’avviso di sfratto è stato formalmente notificato questa mattina e fissa la data dello sgombero per il 6 novembre prossimo. Un provvedimento che, se confermato, rischia di mettere sulla strada famiglie senza casa, immigrati, ragazze madri, persone senza fissa dimora, tutte accolte negli anni dalla struttura Raphael, che svolge un ruolo fondamentale nella rete cittadina dell’assistenza e dell’emergenza abitativa.
«Al momento non ci sono soluzioni concrete all’orizzonte – ha dichiarato Bruno Manganaro, segretario del Sunia di Genova – eppure parliamo di una realtà alla quale anche le istituzioni, in particolare i servizi sociali e le forze dell’ordine, si sono rivolti più volte per collocare situazioni particolarmente complesse».
L’appello al Comune: “Serve un tavolo con urgenza”
La richiesta dei promotori del presidio è chiara: fermare lo sfratto e avviare un confronto tra tutte le parti coinvolte. «Ci rivolgiamo direttamente alla Sindaca di Genova, chiedendole di convocare con urgenza un tavolo di confronto che metta insieme istituzioni, enti del terzo settore, sindacati e cittadini. È necessario individuare una soluzione percorribile, che tenga conto della funzione sociale svolta dalla Casa Raphael» ha concluso Manganaro.
Una rete di solidarietà che si mobilita
La mobilitazione intorno alla vicenda cresce di ora in ora. Diverse associazioni cittadine, comitati di quartiere e realtà impegnate nel sociale stanno esprimendo solidarietà e disponibilità a sostenere la causa.
La Casa Raphael rappresenta per molti l’ultima spiaggia prima dell’emarginazione: uno spazio di riparo e dignità in una città dove l’emergenza abitativa continua a colpire silenziosamente centinaia di persone.
Lo sfratto, ora fissato per novembre, lascia qualche mese di margine per tentare una mediazione, ma il tempo stringe. L’appello lanciato oggi dal Sunia è un grido d’allarme e al tempo stesso una richiesta concreta di responsabilità politica e amministrativa.
Resta da capire se il Comune risponderà e in che modo, ma su un punto non ci sono dubbi: le sorti della Casa Raphael non riguardano solo chi ci vive, ma l’intera comunità genovese.


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